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Questo è l'Advaita Vedanta, il più alto sentiero metafisico che si conosca. Esso può scuotere le fondamenta stesse dell'essere in quanto io-apparenza... ma concede l'integrale liberazione da ogni conflitto e schiavitù psico-fisica.
Possa a tutti arridere la vittoria sulla grande illusione.
Raphael

 

Il Quaderno Advaita & Vedanta è una monografia con invio mensile per eMail che riporta testimonianze e brani ispirati alla Philosophia perennis o Metafisica tradizionale il cui intento è essenzialmente realizzativo.

Le monografie sono traduzioni originali, solitamente inedite in lingua italiana, o riflessioni prevalentemente sull'Advaita (non-dualità) o sul Vedanta.

 
Il Quaderno Advaita & Vedanta viene inviato per eMail in un file.pdf facilmente leggibile a video. Alcuni brani tratti dai numeri arretrati sono elencati a pié di pagina. Tutti i Quaderni già pubblicati sono disponibili nella sezione Downloads di questo sito accessibile dal menù in alto di tutte le pagine.
 
 
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[Ramachandra Iyer] D. Che cosa sono il mentale, la sua concentrazione e il suo controllo?
R. Il mentale non è che il risultato dell’identificazione del Sé al corpo. Questa identificazione provoca la nascita di un falso ego. Questo, a sua volta, produce dei falsi fenomeni e sembra muoversi in mezzo ad essi. Tutto ciò è falso. Il Sé è la sola Realtà. Se questa falsa identificazione viene distrutta l’esistenza permanente della Realtà diventa evidente. Ciò non vuol dire che la Realtà non sia già qui, e da adesso.

Questi sono gli ultimi versi composti da Sri Ramana Maharshi.
Furono scritti su richiesta di una devota, Suri Nagamma, autore del libro “Lettere dal Ramanasram”. Bhagavan li scrisse in Telegu, usando però una forma metrica Tamil, chiamata venba, e quindi li tradusse in Tamil. Poiché già esisteva una composizione di Shankara chiamata Atma Paanchakam, Bhagavan decise di chiamare la sua composizione Ekatma Panchakam.

 [Evans-Wentz] D. Si possono avere diversi maestri spirituali?
R. Chi è il maestro? Non è altro che il Sé, in definitiva. A seconda del grado di evoluzione spirituale, il Sé si manifesta talvolta sotto forma di maestro fisico, in carne ed ossa. Il famoso santo Avadhûta dei tempi antichi avrebbe avuto più di ventiquattro maestri. Il maestro è colui che vi insegna qualcosa. Il guru può anche essere un oggetto inanimato, come nel caso di Avadhûta. Dio, il guru, il Sé, sono identici. Un uomo, avendo delle inclinazioni spirituali, pensa che Dio è onnipresente e prende Dio come suo guru. Più tardi, Dio lo mette in contatto con un guru vivente e l’uomo lo considera come il Tutto-in tutto. Più tardi ancora la stessa persona, per grazia del suo Maestro, è portato alla scoperta che il suo proprio Sé è la realtà suprema, e nient’altro. È allora che scopre che è il Sé  il suo vero maestro.

[Ramachandra Iyer] D. Che cosa sono il mentale, la sua concentrazione e il suo controllo?
R. Il mentale non è che il risultato dell’identificazione del Sé al corpo. Questa identificazione provoca la nascita di un falso ego. Questo, a sua volta, produce dei falsi fenomeni e sembra muoversi in mezzo ad essi. Tutto ciò è falso. Il Sé è la sola Realtà. Se questa falsa identificazione viene distrutta l’esistenza permanente della Realtà diventa evidente. Ciò non vuol dire che la Realtà non sia già qui, e da adesso.

Questi sono gli ultimi versi composti da Sri Ramana Maharshi.
Furono scritti su richiesta di una devota, Suri Nagamma, autore del libro “Lettere dal Ramanasram”. Bhagavan li scrisse in Telegu, usando però una forma metrica Tamil, chiamata venba, e quindi li tradusse in Tamil. Poiché già esisteva una composizione di Shankara chiamata Atma Paanchakam, Bhagavan decise di chiamare la sua composizione Ekatma Panchakam.

RAMANA MAHARSHI
RICORDI VOL. I
di Autori Vari
A cura di Bodhananda


ADVAITA BODHA DIPIKA
di Karapatra Swami
Presentazione di Raphael
A cura di Bodhananda

 

 
ET IN ARCADIA EGO
ANIMAM RECEPI
di Sigife Auslese