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Un blog di tutte le sezioni senza immagini
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Ramana Maharshi - Il guru I |
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[Evans-Wentz] D. Si possono avere diversi maestri spirituali? R. Chi è il maestro? Non è altro che il Sé, in definitiva. A seconda del grado di evoluzione spirituale, il Sé si manifesta talvolta sotto forma di maestro fisico, in carne ed ossa. Il famoso santo Avadhûta dei tempi antichi avrebbe avuto più di ventiquattro maestri. Il maestro è colui che vi insegna qualcosa. Il guru può anche essere un oggetto inanimato, come nel caso di Avadhûta. Dio, il guru, il Sé, sono identici. Un uomo, avendo delle inclinazioni spirituali, pensa che Dio è onnipresente e prende Dio come suo guru. Più tardi, Dio lo mette in contatto con un guru vivente e l’uomo lo considera come il Tutto-in tutto. Più tardi ancora la stessa persona, per grazia del suo Maestro, è portato alla scoperta che il suo proprio Sé è la realtà suprema, e nient’altro. È allora che scopre che è il Sé il suo vero maestro. |
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Ramana Maharshi - Cinque versi sul Sé |
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Questi sono gli ultimi versi composti da Sri Ramana Maharshi. Furono scritti su richiesta di una devota, Suri Nagamma, autore del libro “Lettere dal Ramanasram”. Bhagavan li scrisse in Telegu, usando però una forma metrica Tamil, chiamata venba, e quindi li tradusse in Tamil. Poiché già esisteva una composizione di Shankara chiamata Atma Paanchakam, Bhagavan decise di chiamare la sua composizione Ekatma Panchakam. |
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Uno «L’unità metafisica è attualità pura che esclude ogni passaggio dalla potenza all’atto; parlare, nell’infinito Essere sempre presente e attuale, di una distinzione di fasi pur se teorica è impossibile. La realizzazione metafisica, più che un fatto di attuazione-realizzazione, è un atto di Conoscenza-consapevolezza immediata perché all’Essere puro non si perviene per gradi o con supporti, né l’Essere puro può essere colto nel processo-attuazione.» (Raphael)
All’aspirante del sacro può capitare di dimenticare alcune parole di avvertimento che solitamente i Conoscitori lasciano quale avviso, sulle difficoltà del cammino, quando si usa l’inferenza in luogo della pratica che affronta la quotidianità dell’ente. Affascinata da certi scritti e travolta dalle emozioni, la mente si sente pronta a scalare le vette più alte e raggiungere le mete più lontane, solo perché un attimo di intuizione o di comprensione, trattenuto nell’adesione, determina la credenza che la meta sia lì, a portata di mano. |
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Ramana Maharshi - Il mentale |
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[Ramachandra Iyer] D. Che cosa sono il mentale, la sua concentrazione e il suo controllo? R. Il mentale non è che il risultato dell’identificazione del Sé al corpo. Questa identificazione provoca la nascita di un falso ego. Questo, a sua volta, produce dei falsi fenomeni e sembra muoversi in mezzo ad essi. Tutto ciò è falso. Il Sé è la sola Realtà. Se questa falsa identificazione viene distrutta l’esistenza permanente della Realtà diventa evidente. Ciò non vuol dire che la Realtà non sia già qui, e da adesso. |
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Qualche assiduo lettore di questo Periodico potrebbe domandarsi: perché non si pubblica. un saggio critico su particolari aspetti della conoscenza esoterica? perché non si cerca d'interpretare qualche concezione spirituale? perché non si fa una cronistoria delle varie organizzazioni iniziatiche del passato? perché, in altri termini, non si fa della cultura spirituale, intendendo tale termine in senso molto lato? Pensiamo che tanti altri perché potrebbero essere posti dal momento che il manas (la mente distintiva) è sempre oberato dai perché. Prima di rispondere a tutti questi quesiti vogliamo premettere alcune cose che vogliono essere d'introduzione. Ci sono dei testi (libri, opuscoli, riviste, ecc.) che si rivolgono alla parte istintuale dell'individuo, altri che si rivolgono alla parte emotivo-sentimentale ed altri ancora a quella manasico-mentale-concettuale. |
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Proponiamo adesso alcune note fondamentali che se meditate, assimilate e vissute possono determinare quello che comunemente si dice "rottura di livello dell'io''. "Nell'Immutabile Signore non-duale e supremo hanno fine tutte le sofferenze. Questo Turiya risplendente è considerato la sorgente onnipervadente di tutte le entità" (Mandukya up.: I, 10. Ed. Asram Vidya, Roma). "L'immortale non può divenire mortale, né il mortale divenire immortale perché non può aversi cambiamento di natura" (Ibid.: III, 21). "Come nello stato di sogno la mente, tramite il movimento mayahico, presenta l'apparenza della dualità, così nello stato di veglia la mente, tramite lo stesso movimento mayahico, sembra produrre la dualità" (Ibid.: III, 29). "Nessun jiva è mai nato, perché non esiste alcuna causa che possa produrne la nascita. Questa è la suprema verità: nessuna cosa è mai nata" (Ibid.: III, 48). |
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ET IN ARCADIA EGO ANIMAM RECEPI di Sigife Auslese
ADVAITA BODHA DIPIKA di Karapatra Swami Presentazione di Raphael A cura di Bodhananda
RAMANA MAHARSHI RICORDI VOL. I di Autori Vari A cura di Bodhananda
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